datager la pubblicazione "Perché i ciclisti non utilizzano (sempre) le piste ciclabili?"
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In questa sezione QED (“ Cosa bisognava dimostrare »), rispondiamo alle vostre domande, anche ai vostri pregiudizi riguardo al ciclismo o al triathlon. Domande semplici, ma risposte non necessariamente così scontate per i principianti o per chi è estraneo al nostro ambiente.
Tra i pregiudizi di molti automobilisti nei confronti dei ciclisti c’è l’uso delle piste ciclabili, che dovrebbero “ lasciare la stanza » ai conducenti di autoveicoli, oppure “ proteggere » ciclisti stradali. Ma la realtà non è così semplice.
da Guillaume Spioncino – Foto: pxhere.com, pixabay.com, flickr.com
Questa è una delle principali contestazioni sollevate nei confronti dei ciclisti sportivi, in merito route o sui social network, così come cavalcare due di fila ou passare con il semaforo rosso : perché i ciclisti non utilizzano sistematicamente le piste ciclabili quando sono presenti? Alcuni automobilisti addirittura giustificano il loro comportamento pericoloso e i rischi che fanno correre ai ciclisti (rasandoli deliberatamente o schiacciandoli davanti a loro per mostrare il loro disappunto, o addirittura vantandosi di averli fatti cadere volontariamente) con quella che considerano un'arroganza, vale a dire non prendere una pista ciclabile.

Un esempio di discussione che potete trovare qui a questo link, e che mostra il divario tra la percezione deltage del route, che tu sia un ciclista o un automobilista. Notiamo tuttavia il coraggio di questi potenziali assassini, che scrivono sotto pseudonimo.
Nella maggior parte dei casi non è obbligatorio
Tuttavia, e peccato per questi automobilisti arrabbiati, in Francia le piste ciclabili non sono sistematicamente obbligatorie. Il Codice di route specifica addirittura che un ciclista deve imboccare una pista ciclabile se questa è indicata da un cartello rotondo su fondo blu contenente una bicicletta bianca. Il segno rotondo indica un obbligo. Il che significa questo i sentieri indicati da un quadratino blu (i più numerosi) sono consigliati, non imposti, dal decreto del 14 settembre 1998. Articolo R 431-9 del Codice del route precisa espressamente che “ l'obbligo di utilizzo delle piste ciclabili o dei percorsi pedonali è stabilito dall'autorità investita di poteri di polizia sentito il prefetto".

Anche meglio : alcuni pannelli tondi con fondo blu installati prima del decreto del 1998 sono obsoleti, perché le piste ciclabili non rispettano i criteri di sicurezza oggi vigenti, in particolare una larghezza minima di 1,70 metri.
Non solo gli automobilisti irascibili fanno regolarmente notare ai ciclisti che non utilizzano questi percorsi, ma capita anche che la polizia faccia commenti o minacci una multa. Cosa che ovviamente non possono fare, in assenza di obbligo previsto dal Codice dell'art route. Obbligarsi a pedalare su una pista ciclabile non obbligatoria è un po’ come obbligarsi a pedalare su un’auto.route per un automobilista. È sicuramente uno spazio riservato, ma non vi è alcun obbligo di utilizzo, qualunque ne sia il motivo.

Perché raramente vengono adattati?
L'automobilista può scegliere di non prendere l'autoroute pagare e impegnarsi invece a a route dipartimentale e un ciclista può scegliere di non percorrere una pista ciclabile che ritiene pericolosa per lui o per l'integrità della sua attrezzatura (soprattutto in caso di forature poiché le piste vengono mantenute raramente).

Per una pista ciclabile completamente sicura che potrebbe essere imposta ai ciclisti, è necessaria una superficie pulita e in buone condizioni, nessun parcheggio di veicoli su questa pista riservata alle biciclette, nessun passaggio attraverso cantieri o uscite dai campi, deposito di bidoni della spazzatura o rifiuti , o addirittura divieto di utilizzo di pedoni, pattini, monopattini. E poiché le autorità pubbliche non sembrano avere fretta di ripulire le piste ciclabili (nel vero senso della parola), ci sono poche possibilità che la situazione cambi.

Queste strutture ciclistiche non obbligatorie, anche se imperfette, hanno ovviamente la loro utilità, ma dobbiamo farlo reconnascere che non siano rivolti a ciclisti abituali o sportivi. Su molti binari, installati contro ogni logica, si osservano numerosi abbassamenti di marciapiedi, percorsi mal studiati per velocità appena superiori a quella di un jogger, o passaggi in mezzo alle corsie degli autobus o sui marciapiedi, anche dietro veicoli parcheggiati, e frequenti perdite di priorità agli incroci.
Una soluzione efficace
Piste ciclabili, presenti ai margini di alcune routesono avantitage di beneficiare per la maggior parte del tempo della stessa copertura, e la linea segnata sul terreno indica chiaramente lo spazio assegnato ai ciclisti per la loro sicurezza in caso di sorpasso. Queste fasce presentano anche la parte anterioretage beneficiare di un percorso coerente, poiché parallelo al route, anche se a volte raccolgono rifiuti e spazzatura spostati dalle auto e dai camion che passano. Una soluzione tuttavia abbastanza semplice da implementare, che richiede poche infrastrutture e che i professionisti utilizzano volentieri., senza sentirsi schiacciati o in pericolo su una fascia troppo stretta e delimitata da bordi di cemento. Questo spazio permette anche di imporre il posto giusto per i ciclisti sulla strada. route, che pagano le tasse come qualsiasi automobilista, e che non hanno motivo di essere respinti o considerati intrusi (come lo sono sui marciapiedi, o sulle piste dove i bambini si esercitano su ruote o monopattini).

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