Influencer: risorsa di marketing o trappola? 1/3

Rapporto speciale – Parte 1/3, Stiamo aprendo un dossier in tre parti su un argomento che ormai riguarda tutti nel mondo del ciclismo: il ruolo degli influencer. Eroi moderni, narratori d'avventura, coach improvvisati, trendsetter, educatori, a volte persino influencer... ma anche agenti di vendita, vetrine di marketing, protagonisti di un'economia in forte espansione. Il fenomeno è enorme. È positivo. È ambiguo. Merita la nostra attenzione. In questa prima parte vi proponiamo l'inizio di una riflessione: Gli influencer sono una forza trainante per la comunità… o sono già il primo passo di un enorme carosello economico?

Di Jeff Tatard – Foto: @jefftatard

Il ruolo trainante: ispirazione, comunità, datage

Cominciamo con le buone notizie...

Un buon influencer del ciclismo è qualcuno che ti fa guardare la tua bici con occhi nuovi. Domenica mattina. Quello che, solo lanciando il suo ultimo video " La mia gita rilassante della giornata " ti fa venire voglia di ricaricare il tuo Wahoo, mettere un po' di Squirt sulla catena e uscire, nonostante il fatto che la sveglia sia suonata alle 4h45 (sì, tu lì... ti vedo).

E' quello che ti ricorda, tra due scatti stabilizzati con una DJI Action 4 (Non capisci di cosa stiamo parlando? Conosci quella piccola e compatta action camera progettata per immortalare le tue avventure? Steven Lehyaric…), insomma, la velocità non conta, è il piacere che conta. Quello che suggerisce percorsi "segreti", solo che li conosciamo tutti perché passano per il negozio di biciclette da caffè nuovissimo nella zona commerciale, quello dove un avocado latte costa più di uno pneumatico Continental GP5000... ma dove tutti si fermano perché "L'atmosfera è rilassata".

È anche lui che ti mostra in modo rilassato come indossare Copriscarpe VeloToze A -2°C, senza timore di congelamento, senza perdere un'unghia o un dito durante l'operazione e senza pronunciare una sola parolaccia. Il genere di cose che, nella vita reale, persino i cardiochirurghi farebbero sotto anestesia.

Un buon influencer dà voce a chi, come te, apprezza i 4 redattori associati di 3bikesCome il 99% del gruppo di domenica su Strava, non fanno parte di una squadra WorldTour, ma vogliono semplicemente vivere l'esperienza del ciclismo. Uno degli aspetti più preziosi: la comunità, questo improbabile gruppo di persone collegate da:

  • elettronica ovunque sul cockpit in carbonio (Garmin per alcuni, Hammerhead Karoo per gli amanti della tecnologia),
  • sensori di potenza che costano più della prima auto che abbiamo mai posseduto,
  • Chilometri, KOM persi e riguadagnati
  • e a volte… l’ego (sì, non prendiamoci in giro).

Gli influencer del ciclismo aprono le porte : alle cicliste, ai principianti intimiditi, ai veterani che conoscono tutto della generazione "10 velocità" Campa Record, ai guerrieri delle ultra distanze, agli appassionati di gravel che pensano che la terra battuta sia un luogo di pellegrinaggio.

Creano contenuti chiari, spesso molto istruttivi. Grazie a loro, migliaia di persone finalmente sanno:

  • Come regolare un deragliatore elettronico senza chiamare un amico.
  • Per avere una sessione Sweet Spot senza pensare che sia un dessert.
  • per capire perché tutti giurano sugli pneumatici tubeless fino al giorno in cui... mai più,
  • per gestire le proprie scorte in modo diverso da una confezione di biscotti Figolu e una bottiglia di acqua tiepida.

Rendono accessibile ciò che sembrava mistico: l'allenamento, l'alimentazione, la meccanica, la gestione mentale, la pianificazione, la voglia di ricominciare dopo un attacco di fame a 12 km da casa.

In breve: Bravo!

Bravi! Bravi, perché tutto questo sta facendo progredire il mondo del ciclismo. Trova riscontro nei marchi, nelle autorità locali e nei media. Il dibattito si sta evolvendo. Le infrastrutture stanno migliorando, anche se lentamente (le piste ciclabili a volte sono ancora lunghe solo 30 metri prima di scomparire nella boscaglia, ma i progressi sono in corso). La cultura del ciclismo sta diventando visibile, udibile, quasi di tendenza. E la bicicletta, questo oggetto semplice, bello e fragile, sta finalmente ottenendo il riconoscimento che merita.

Nel prossimo articolo…

in parte 2/3Passiamo ora al lato meno glamour: Quando l'influenza diventa una merce. Quando il consiglio diventa product placement. Quando l'ispirazione diventa business.
E cosa tutto questo implica per la neutralità, l'obiettività... e per coloro che seguono.

=> Tutti i nostri articoli Mag

=> L'economia dell'influenza: comprendere un sistema che è diventato indispensabile

Jean-François Tatard

- 44 anni - Atleta multidisciplinare, sales coach e consulente sportivo. Collaboratore su siti specializzati da 10 anni. La sua storia sportiva è iniziata quasi con la stessa rapidità con cui ha imparato a camminare. Il ciclismo e la corsa divennero presto i suoi soggetti preferiti. Ha ottenuto risultati di livello nazionale in ciascuna di queste due discipline.

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